Galera

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Il suo comune è circondato dalle Sierre di La Sagra, Castril, Cazorla e Baza tutte dichiarate Parco Naturale. Il suo paesaggio si compone di territori disuguali come i fertili campi di coltivazioni, irrigati dai fiumi e dalle sorgenti della Vega e i paesaggi aridi e vuoti del deserto, ricchi di resti fossili e ritrovamenti del passato. Nel suo centro urbano si trovano numerose case -grotte e belvederi che offrono magnifici panorami. Inoltre a Galera sono presenti sette scavazioni archeologiche di El Argar. È molto importante il giacimento archeologico del Cerro de Real nel quale venne scoperta la città iberico-romana di Tútugi, la sua necropoli che risale ai secoli VII al III a.C e la statuetta della dea Astarté conosciuta come la Dea di Galera. Possono essere visitati anche i giacimenti di Castellón Alto e Villares del Alquería, o le tre torri vedetta di origine araba: Tarahal, Albarrani ed Ozmín. Altri posti di gran interesse sono la chiesa parrocchiale dell’Annunciazione, del XVI secolo, che è monumento storico artistico nazionale e il Ponte di Ferro degli inizi del XX secolo.

Le origini di questa popolazione come insediamento umano risalgono all’Età del Rame. Più tardi la cultura íbera fondò su queste terre la città di Tútugi; successivamente venne occupata dai romani e dai visigoti. Durante l’epoca musulmana questa terra raggiunse molto protagonismo dato che si trovava al confine tra il regno di Granada e quello di Murcia. I musulmani innalzarono uno stabilimento difensivo che i mozarabi denominarono Gadera. Nel medioevo la località era già conosciuta come Galera per la sua peculiare orografia simile a un’imbarcazione. Nel 1230 venne conquistata dall’arcivescovo di Toledo Jiménez de Rada, anni più tardi venne recuperata dagli andalusí e nel 1319 venne riconquistata da Ismail I. Ñeque appartenne al regno Nazarí fino a quando nel 1488 venne conquistata dai Re Cattolici, che la cedettero a Enrique Enríquez. Nel 1570, durante l’insurrezione dei moreschi resistette di fronte alle truppe cristiane comandate da Juan de Austria. Quando la popolazione venne conquistata defintivamente tutti i suoi abitanti vennero giustiziati e fu protagonista di un crudele massacro nel quale tutti gli uomini che superavano i 12 anni di età vennero accoltellati. Da allora venne proebita l’occupazione della cittadina che venne ripopolata solo fine del XVI secolo da cristiani vecchi di Levante, La Mancia e Castiglia.

Le ricette tradizionali sono il granchio del fiume Galera con salsa, i crespillos, la farinata, agnello segureño al forno, gli andrajos e il cuscùs. Inoltre, dispone di una gran varietà di insaccati derivati del maiale: sanguinaccio, salsiccia, salame, ecc. Ricordiamo anche per la sua eccellente qualità i vini di Galera: rosati, bianchi, giovani e fruttati, ottenuti a da uve Gordal e Garnacha Tintorera.

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Informazione del comune:

Regione: El Altiplano: Comarcas de Baza e Huéscar
Codice di Avviamento Postale (CAP) 18840
Distanza da Granada: 150
Popolazione: 1380
Gentilizio: Galerinos
Web ufficiale: Acceder a su web
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Santa Lucia

Galera

Si accendono fuochi con il bosso (pianta della zona) in diversi luoghi del paese. E poi inotrno al fuoco si cena (salsicce e sanguinacci dell’ultima macellazione del maiale), si gioca e si canta.

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