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Granada, 24 maggio 2013

Il tratto granadino dell’Itinerario. Da Siviglia a Granada

Chauchina

Già nel XIV secolo Ibn al-Jatib, originario di Loja, menziona il posto, e lo trascrive come Yay´yana. Più documentata è una fortezza che si tova nel suo comune, la torre di Roma, nella quale si rifugiò la popolazione durante i convulsi momenti finali del medievo.

In piena Vega del Genil, il vincolo che unisce Chauchina con il fertile ambiente circostante è tale che c’è chi sostiene che il suo nome deriva dal vocabolo latino sancius, corruzione del termine salix, salice, data la sua abbondante presenza nella vegetazione naturale. Il ritrovamento di diversi resti -ceramiche, utensili, monete – la cui cronologia va dal neolitico all’epoca iberica, dimostra la remota presenza umana nella zona grazie. Il popolamento si consolidò nel periodo musulmano. La leggendaria torre di Roma che prestò il suo nome al Soto de Roma - giardino che, in parole di Washington Irving, “era un ritiro fondato dal conte Julián per la consolazione di sua figlia Florinda” - fu protagonista di diverse battaglie.

Il centro del paese ê rappresentato dalla piazza del Municipio e dalla Chiesa Parrocchiale, un edificio iniziato alla fine del XV secolo che conserva ancora il campanile della primitiva costruzione. Al lato si trova “la Peana”, che è la parte di una colonna estratta delle cave di Loja destinata al palazzo di Carlos V dell'Alhambra. La storica Torre di Roma era il baluardo difensivo nazarí del XV secolo.



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