Alhama, la città delle fenditure

Alhama, la città delle fenditure

LoadingAggiungi ai Il mio Granada

Slider: images not found

> Mónica Jiménez / Granada Hoy

La città di Al-hamman (Alhama), famosa per i suoi bagni arabi che risalgono ai tempi romani, importante località del regno nazarí, è anche simbolo della riconquista cristiana del Regno di Granada. La sua storia, segnata dalla presenza musulmana, è incorniciata nella località naturale dei Tajos, apparendo, come scrisse il poeta Teóphile Gautier, “appesa su un’enorme roccia o cima, come un nido d’aquila”.

Punto di passaggio obligatorio negli itinerari di Ibn Battuta e dello scrittore nordamericano Washington Irving, la sua ubicazione, nel parco Naturale delle Sierre di Tejeda, Almijara e Alhama trasformano il municipio in privilegiato spettatore di un balcone naturale, sperone roccioso circondato del valico attraverso il quale scorre il fiume che offre una vista romantica al municipio in perfetta armonia con la natura fin dalla Preistoria.

Il visitatore potrà godere di una tipica immagine romantica, nella quale la vita urbana convive con la bellezza delle formazioni naturali delle fenditure della roccia: le case alhameñas si affacciano su un burrone che offre panorami impressionanti che lasceranno stupefatti tutti i viaggiatori appassionati che desiderano vedere di persona una meraviglia geologica, opera della natura, in attesa di essere dichiarata Monumento Naturale dell’Andalusia di carattere Geologico.

Con una superficie di circa 1.060.000 metri quadrati, questo spazio naturale parte dal sud e circonda il monte sul quale si trova il municipio. Con la sua bellezza e singolarità danno vita un percorso di circa quattro chilometri, all’interno del quale scorre il fiume Alhama. Le sue acque sono artefici di una fenditura nella roccia che raggiunge più di 50 metri di profondità.

Nati dall’erosione differenziale del fiume Alhama su calcarenite bioclastiche e conglomerati del miocene, i Tajos di Alhama raggiungono una profondità superiore ai 50 metri, dovuta a una fenditura nella roccia delle acque del fiume Alhama.

L’itinerario inizia nel centro urbano: la Piazza del Municipio, dove si trova l’Ufficio di Informazione Turistica.

A circa cento metri il visitatore troverà il Patio e la Chiesa del Carmen che risale alla prima metà del XVII secolo ed è di stile rinascimentale. Il 2 febbraio 1810 dopo l’invasione francese,0 la chiesa venne trasformata in magazzino e durante la Guerra Civile venne saccheggiata e i suoi retabli e l’armatura vennero ristrutti. Inoltre vwnnw proebito il culto.

Sulla destra della chiesa si trova il belvedere Los Tajos da dove si può contemplare una delle immagini più impressionanti della città, come se fosse uno stimolo per accelerare la marcia e raggiungere il prima possibile il bellissimo oggetto che si riflette sul fiume Alhama.

Continuando sulla strada Peña a duecento metri a sinistra si potrà prendere la strada Baja Iglesia, molto ripida, stretta e angusta, risultato dell’impronta araba presente in tutto il quartiere. Questa strada conduce alla Chiesa dell’Incarnazione che venne costruita sulla Moschea Maggiore musulmana tra gli anni 1505 e 1560 e riconosciuta come la prima chiesa benedetta ad Alhama dopo la conquista ai musulmani di Granada e quindi in tutto il regno di Granada. La chiesa nacque dalla devozione di Isabel la Cattolica verso la Madonna. La chiesa è l’unico tempio gotico della diocesi di Granada ed è stata dichiarata Bene di Interesse Culturale. All’interno si trova un museo ecclesiastico dove si custodisce un’importante collezione di vestiti sacerdotali e una pianeta ricamata, secondo la tradizione, dalla regina Isabel la Cattolica. Si può visitare martedì, giovedì e sabato dalle 12 alle 14.

Sulla facciata conserva una placca commemorativa del terremoto che alle nove di sera del giorno di Natale fece tremare la terra e lasciò 745 morti e 1.253 feriti. Dopo questo tragico evento il re Alfonso XII visitò la città e si rivolse alla carità universale. Proprio grazie al re vennero restaurate e costruite 14.000 case.

Il visitatore può rinfrescarsi in una fontana addossata alla torre che si trova nella piazza Real. L’anno scorso su questa fontana venne posta una placca commemorativa del V centenario della morte della regina Isabel di Castiglia, molto legata alla storia locale.

Con la conquista cristiana vennero costruiti nuovi edifici di architettura civile, come ad esempio antico Carcere, che si trova a circa cinquanta metri dell’antica Moschea Maggiore. Il Carcere venne fatto costruire da Carlos II nel 1674 in piena piazza Real, detta anche piazza de los Presos. È stata per molto tempo la sede di uffici comunali e ancora conserva i resti del suo stile erede del rinascimento-mudéjar.

Di fronte della piazza si trova l’antico Pósito (granaio comunale) che risale al XIII secolo, la cui funzione attuale è quella di ospitare case private e una ferramenta. Il viaggiatore dovrà prendere la strada Zapateros che si trova vicino a questo edificio. Alla fine di questa strada troverà un belvedere dal quale poter contemplare in un’impressionante panorama della zona nuova della città che si trova vicino al quartiere Rafael Alberti.

Da qui, attraverso la strada Carril Bajo, il visitatore potrà realizzare una nuova fermata nella fontana di Porta di Granada. Fino qui la mano dell’uomo. Il pietroso pendio de La Hurta de Santa María fa da entrata a los Tajos. Alla fine di questo scosceso sentiero, nella confluenza con il burrone del Aserradero, si trovano tre cammini-belvederi naturali da dove si possono contemplare le fenditure.

Dopo essersi recuperato dall’impressione, il viaggitore può continuare il suo cammino prendendo il sentiero che si trova a destra dei tre belvederi, sotto la fenditura del Adarve che lo porterà alla Fuente de las Tejas, praticamente nascosta tra i rovi, sotto i quali discorre il fiume del cui suono, come anche il suono del suo torrente, si può ascoltare anche nella località conosciuta come Palo de la Hoz.

A pochi metri, un edificio praticamente diroccato ricorda l’antica presenza umana. Si tratta di uno degli otto mulini che si trovavano nel paesaggio alhameño fino agli anni ‘70, che si servivano della corrente delle acque della località.

In questo percorso passeremo per piccole coltivazioni e potremo osservare una frondosa vegetazione ricca di pioppi e salici, ma anche bestiame, con presenza giornaliera di greggi di pecore che insieme ai pastori si riparano dall’intenso freddo -che arriva a temperature pomeridiane di 4 gradi – nelle grotte naturali ai piedi delle spaccature della roccia.

Se al visitatore rimane un pò di forza deve recarsi vicino alla grotta del Enchinar; le ripide scale del Diablo lo condurranno a contemplare un’immagine della natura allo stato puro.

Un’altra scala di migliore accesso è quella della Mazmorra che si trova sulla destra. Da questo punto si può osservare la migliore vista dell’insieme con la città al fondo e Los Tajos a sinistra; un’istantanea che rimarrà impressa negli occhi dell’escursionista anche dopo essere ritornato alla ‘civilizazione’ attraverso la strada Adarve Remedios, spingendolo a ritornare ancora molte volte in questa località unica, autentico regalo della natura per i sensi.

 

DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE
Percorso 4 chilometri.
Durata 2,5 ore.



Login

Registro | Contraseña perdida?