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Granada, 23 maggio 2013

Costa Tropical

Vélez de Benaudalla, il giardino proibito

Rosa Fernández Martín

Vélez de Benaudalla si trova tra la costa e l’entroterra, vicino al fiume Guadalfeo. La località custodisce un ampio patrimonio ereditato degli arabi. Nello zona nord, in direzione all'Alpujarra, i visitatori possono fermarsi a degustare la pasticceria tipica, frittelle al miele e ciambelle del luogo, o rinfrescarsi con l'acqua della fonte conosciuta come Los Chorros.

DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE:

- Come arrivare: Direzione costa per l'autostrada Granada - Motril. (A-44) Continua per la N-323 e all'altezza della diga di Rules, si prende la prima deviazione per Vélez de Benaudalla.
- Visite obbligatorie: Giardino nazarí del XV secolo, Castello degli Ulloa, El Nacimiento, Chiesa di Nostra Signora del Rosario.
- Durata: Due ore e mezza.

Il giardino proibito
Vélez de Benaudalla si trova tra l’entroterra e la costa, della quale approfitta il clima benigno. È senza dubbio uno degli angoli più sconosciuti della provincia anche se è un luogo di passaggio. È ubicato strategicamente sulle rive del fiume Guadalfeo –solo 30 minuti lo separano da Granda e 15 da Motril, prendendo la N-323 -, serve sia per andare all’Alpujarra che per andare alla Valle de Lecrín. Un universo di sensazioni aspettano il viaggiatore che durante tutto il tragitto è immerso in due temi ricorrenti: l'acqua, presente nei suoi numerosi angoli e fonti del paese -46 in tutto - e la sua eredità araba di valore incalcolabile.

Negli ultimi tempi, i viaggiatori si fermano a Vélez de Benaudalla seguendo l’itinerario di Al-Idrisi che inizia a Algeciras e finisce a Granada, seguendo i passi di questo geografo arabo che descrisse perfettamente dalla prima località conquistata dai musulmani (Algeciras) fino all'ultima, dalla quale vennero espulsi (Granada).

Gli arabi lasciarono la loro impronta attraverso numerose dimostrazioni, ma quella che conservano con maggiore affetto i veleños è il Giardino Nazarí: Il piccolo Generalife, come dicono i paesani. Acacie, cipressi, palme, oleandri, violette, gelsomini, rose, edere, insieme a un'infinità di alberi, piante aromatiche e fiori danno forma a una decorazione naturale impressionante. Costruito nel XV secolo, conserva l'antica filosofia araba di angoli intimi e proibiti. Nel giardino si trova una casa palatina di due piani, un piccolo patio con fonte centrale e gallerie su colonne di marmo e piedi di legno; subito dopo agli occhi del viaggiatore, appare un giardino - un orto, con pergolati. Un canale -con pergola e cascata – è la dimostrazione che perdura nei secoli, di una distribuzione calibrata e ponderata dell'utilizzazione più assoluta dell'acqua che si completa con il mulino di San José. Nella discesa del giardino, sul bordo del cornicione naturale di paese verso Azud de Vélez, il capriccio della natura ha formato stalattiti e stalagmiti in un spazio di grotte sorprendenti.

Dal luogo più appartato al monumento più vistoso di Vélez: il Castello degli Ulloa, che si trova su una roccia che domina tutta la cittadina e si scorge quasi da tutte le sue strade. Diroccato in varie occasioni nelle diverse guerre, questo castello-residenza di pianta ettagonale e irregolare, le cui origini non sono ancora molto chiare, è stato ricostruito negli anni ‘90 e all’interno ospita un Centro di Interpretazione del Patrimonio, con un'esposizione permanente del suo passato e altre esposizioni itineranti, dedicate a diverse aree in tutto l’anno.

Dal castello il visitatore può scendere a piedi percorrendo il centro storico, attraverso una rete di strade anguste e strette, fino ad arrivare alla piazza dalla Chiesa di Nostra Signora del Rosario, di stile neoclassico, la cui pianta a croce greca è opera del famoso architetto Venturo Rodríguez che all’epoca (1777-1786) era l’architetto maggiore di Madrid.

Pochi metri più in basso, in direzione sud, sul il gran viale che taglia in modo trasversale Vélez de Benaudalla –che a questa altezza si chiama Federico García Lorca -, si trova la Casa del Marchese, una casa rurale che i suoi attuali proprietari, Mercedes Solís e Javier Gifre, fanno vedere orgogliosi. All’interno possiede la struttura originale di una proprietà di un signore ricco dell'epoca dei primi anni del secolo scorso, la cui restaurazione ne ha fatto una casa rurale di alta categoria con quattro stanze e due suite doppie, con tutte le comodità, come piscina, jacuzzi, sauna e solarium.

Nello zona nord, in direzione all'Alpujarra e dopo una fermata per degustare la pasticceria tipica della zona, come le frittelle al miele, le ciambelle di Vélez e il tapeo dei suoi bar, richiama l'attenzione la presenza di visitatori che bevono o raccogliendo l’acqua della fonte detta fonte de Los Chorros. A sinistra della fonte si trova una strada che porta fino alla Sorgente.

‘Con che cosa ti lavi il viso che è così bello; mi lavo con l’acqua chiara della Sorgente di Vélez’, dice un tipico proverbio della zona. La sorgente, che si trova nel centro del paese, si prolunga in un bel giardino con un canale che ricorda l’incanto arabo. L’unione tra il bello e il pratico in questo luogo raggiunge il suo massimo significato poiché qui distribuisce una buona quantità d’acqua per le piantagioni ortofrutticole.

PER SAPERNE DI PIÙ:

- INFORMAZIONE: La visita guidata a Vélez (che comprende il giardino e le sue grotte sotterranee) è possibile prenotando telefonicamente al Municipio e normalmente si realizza tutti i lunedì di ogni settimana con gruppi combinati.
- TURISMO ATTIVO: Trekking per Las Torcas, Cámara del Agua, Cerro de Escalate o Lagos. Scalata nel Tajo de los Vados, Los Caracolillos e Lagos. Campionato di Trial 4x4, che da punti per il campionato d'Andalusia.
- DOVE MANGIARE: Ristorante El Puente: Varietà di carne e pesce, con servizio impeccabile; La Brasa, Fiume: Specialità di carne alla brace. Bar Fútbol: Eccellenti tapas. Centro Las Torcas: Cibo ecologico (previo appuntamento). El Olivo, locale notturno.
- DOVE DORMIRE: Alloggio Casa del Marchese aprì le sue porte durante la Settimana Santa di questo stesso anno. Lo stabilimento è un agriturismo con categoria superiore.
- CHE COSA COMPRARE: Artigianato di sparto fine e travertino veleño.

COMPLESSO TURISTICO
Un progetto ambizioso

L'attuale giardino nazarí all’interno ospiterà un ambizioso progetto di un complesso turisticodi un hotel a tre stelle e con un investimento di 300 milioni di euro. Nella zona principale, un patio con una fontana daranno il benvenuto al visitatore. Sarà una costruzione di 18 stanze, ognuna di esse personalizzata con il suo piccolo giardino interno e l’acqua che creeranno un ambiente rilassante che invita a indovinare la zona esterna, con il suo orto-giardino, le sue fonti e la sua vegetazione che forgeranno un autentico diletto per i sensi. Il progetto ha il beneplacito della Giunta d'Andalusia ed è in attesa di finanziamento.

Per Rules esistono altri progetti, come ad esempio un paese di stile andaluso, un hotel e 200 case di circa 90 metri quadrati. Inoltre nella zona periferica si costrurà un porto, attività di pesca fluviale e un ristorante. Secondo gli abitanti e le istituzioni, il futuro economico di Vélez passerà per l'agriturismo e per il turismo culturale, approfittando della sua posizione geografica strategica e della sua vicinanza alla Costa nel momento in cui costruiscano l’autostrada.

GASTRONOMIA TIPICA
Pasticceria di origine araba

‘Da quanto tempo la nostra famiglia prepara i pestiños ?’, domanda Eli a sua madre, Conchita. La risposta si perde nel tempo: ‘Mia madre, la madre di mia madre… sapevano già questa ricetta’, risponde l’ultima donna che ha dato il suo nome a questo negozio. ‘Questi dolci -dicono orgogliose le sue artigiane - sono arrivati agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna. Vengono da tutti i posti a ordinarli’. Secondo la gente del posto il segreto sta nell'acqua. Nel locale di Conchita si elaborano ogni giorno a mano circa 1.500 pestiños. Al lato, nella stessa strada Mariana Pineda, per la prossima Settimana Santa apriranno la Fabbrica di Pestiños, per adattarsi alla forte domanda e per sostituire l'attuale sistema a gas con il sitema elettrico. Per il resto, dice Eli, la ricetta e la sua elaborazione artigianale saranno le stesse: farina, matalahúga, cannella, vino, zucchero ed acqua continueranno ad essere i suoi ingredienti. La novità è la mini-ciambella, più piccola di quella originale, che dà vita ai minipestiños.



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